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Pubblicato da (Orasputin) in Cinema il 01-11-2009
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BRUNO (USA 2009)
regia di Sacha Baron Cohen
con Sacha Baron Cohen, Gustav Hammersten
durata: 80′
Commedia


Sacha Baron Cohen mostra l’idiozia di tutti noi
.


By Jesuswoland


Cohen
torna a sbeffeggiare il mondo. Questa volta non lo fa attraverso lo spirito dell’individuo estraneo al sistema occidentale, come nel caso di “Borat”, ma vestendo i panni dell’uomo che vive con ossessione manie e imperativi della nostra società. “Bruno” vuol diventare famoso e cerca in tutti i modi di raggiungere questo obiettivo. Ogni persona che si confronta con lui, dal militare al moralizzatore per omosessuali, finirà per uscirne con le ossa rotte, dissacrato e umiliato dal freddo cinismo e dall’etica implacabilmente materialista.
Affermare che l’esibizione della volgarità diviene solo il mezzo per realizzare comicità banale è errore grossolano. Sacha Baron Cohen, al contrario, usa sesso, soldi e fama come la chiave per irritare il sistema e mostrarne le banalità. Mostrando la debolezza di ognuno per il diabolico trittico, “Bruno” lascia trasparire le reazioni del pubblico che diventa involontariamente parte dello show, mostrando il suo lato più squisitamente emozionale e squarciando la finzione tramite le urla, i tabù e le passioni.
Bruno scambia un i pod con un bimbo, fa il barbone con una decina di appendiabiti al seguito, spinge un padre ad affermare che il figlio sopporta il fosforo bianco e ostenta la propria omosessualità tra integralisti islamici rischiando il linciaggio. Una catena di eventi senza alcun senso. Il senso non è Bruno, ma ciò che Bruno dimostra mostrandoci il mondo senza la finzione della telecamera. Nella scena finale, la rabbia degli zoticoni sudisti di fronte alle effusioni estreme tra Bruno e il suo segretario è vera umanità impressa su pellicola, puro e semplice realismo, il vero fulcro tramite il quale il film si innalza a documentario sulla meschinità di noi terrestri.
Tutti vengono toccati e contagiati dalla furia estetica di Bruno che, pur senza costruire una storia e non seguendo alcuna direzione sociologica, infligge un duro colpo al sistema dall’interno, scegliendoci uno a uno, umiliandoci e soffocandoci con le nostre stesse risate.


Voto: 7


Comments:
MarKeno on November 9th, 2009 ore 10:34 am #

Quanta saggezza in questa recensione! “Bruno” è pazzesco, sociologico, genio malato allo stato brado. 7 pieno, concordo.

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