BAARIA
regia di Giuseppe Tornatore
con Francesco Scianna, Margareth Madè, Angela Molina, Luigi Lo Cascio
durata: 150′
Drammatico
Sessant’anni di storia italiana tra sogni, utopie e rivoluzioni mancate.
By Luigi Pesce
Ha aperto lui l’ultima edizione del Festival di Venezia. Giuseppe Tornatore con la sua ultima fatica ha già stabilito un record: “Baarìa” è il film più costoso della storia del cinema italiano, basti solamente pensare all’immane lavoro degli scenografi che in Tunisia hanno sapientemente ricostruito set di un’autenticità a dir poco straordinaria, oltre 35.000 comparse, 2.800 costumi, 210 personaggi, 122 locations.
Tornatore ci impone un affresco storico, rivisitando sessant’anni di storia italiana della sua città Natale, Bagheria (dall’arabo Bāb al-Gerib, la Porta del Vento), usando un intreccio di immagini e musica (Ennio Morricone) che pochi registi al Mondo sanno fare.
Il film, anche se incentrato su una coppia protagonista (Francesco Scianna, Margareth Madè mettono in scena una sorprendente recitazione) in realtà è molto più corale di quanto si possa pensare, e segue una molteplicità di figure e di eventi senza focalizzare una linea guida “forte”, trascinando lo spettatore in un turbine di eventi, e non su un particolare snodo narrativo. Una storia travolgente contornata da grandi amori, sentimenti, rivoluzioni mancate, malinconiche utopie e faccette felliniane con un tocco di sano umorismo siciliano.
Indimenticabile l’ultima scena, dove nella Bagheria dei giorni nostri, attanagliata da rumori e frenesie postmoderne, Tornatore fa confluire due generazioni , racchiudendo il tutto in una frase a dir poco emozionante: “papà perché dicono che abbiamo un brutto carattere?” – “ figlio mio, forse perché vogliamo abbracciare il mondo, ma abbiamo le braccia troppo corte”.
Nonostante i suoi 150 minuti, “Baarìa” non risulta mai noioso, mettendo in mostra non solo le grandi doti artistiche del regista, ma centrando appieno tutti gli obbiettivi: emoziona, appassiona, commuove fino a far breccia nel cuore dello spettatore con inaudita asprezza. Ma soprattutto è carico di magia, quella magia che è l’essenza stessa del cinema, è forse sarà appunto per questo che questo film rappresenterà il cinema italiano agli Academy Awards 2009.
C’è ne sarebbero ancora milioni di parole da spendere su “Baarìa”, ma una sola racchiude a pieno lo spirito di questo film Capolavoro , che inorgoglisce e rinvigorisce il cinema italiano ormai da anni colorato di un grigiume da “Vacanze Natalizie”
Voto: 9