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Pubblicato da (Orasputin) in Cinema il 09-11-2008
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TROPIC THUNDER (USA 2008)
regia di Ben Stiller
con Ben Stiller, Robert Downey Jr., Jack Black, Tom Cruise, Nick Nolte
durata: 105′
Comico


Ben Stiller è tornato. L’idea di fondo c’è, le battute sempre le stesse.
   


By Orasputin


T
orna Ben Stiller, questa volta con un film che prende per i fondelli l’acclamatissima arena del cinema di guerra americano. Pellicole quali “Apocalypse Now”“Salvate Il Soldato Ryan” derise male e per niente danneggiate, dato che le battute sono sempre le stesse. Per quelli che hanno pianto il soldato Willem Defoe in “Platoon” non c’è assolutamente da proccuparsi, qui è il solito miscuglio di mimica facciale e battute volgari che solo un comico bravo e ripetitivo come Ben Stiller può regalarci. Se lo “Spaccacuori” era inutile, Tropic Thunder” ha un senso.

Una troupe di grandi attori americani (Ben Stiller è Tugg Speedman, Robert Downey Jr. è Kirk Lazarus, Jack Black è Fats Portnoy) prende parte alla trasposizione cinematografica di Tropic Thunder, dai gloriosi fasti e dalle peripezie vietnamite di John “Quadrifoglio” Tayback, reduce di guerra che si rivelerà un imbroglione senza precedenti (non vi ho svelato nulla). Una prima mezzoretta di assestamento e comiciano subito i guai: dopo un esplosione adrenalinica che volatilizza buona parte del set (4 milioni di dollari buttati), dopo le incazzature del produttore esecutivo (un Tom Cruise che si dimentica cos’è Scientology) e l’inconcludenza artistica del regista inglese esordiente, la combriccola entra in crisi. La fine delle riprese coincide con l’inizio dei guai, perchè i nostri 5 fannulloni (ai tre si aggiungono il rapper Alpa Chino ed il semiacculturato Kevin Sandusky) scambiano guerriglieri vietnamiti per comparse del film, innescando una reazione a catena di situazione paradossali e siparietti al limite del parodico, come la testa mozzata del regista colpito da un mina che suscita la curiosità di Tugg Speedman, convinto si tratti di uno scherzo necessario ad ingranare la tensione. Ciò che per la realtà è sangue nella sua mente contorta si trasforma in marmellata. Consapevolezza, paura e sconcerto che prenderanno il sopravvento dal  momento in cui lo stesso Speedman, catturato da una tribù di narcotrafficanti, viene obbligato ad impersonificare uno dei personaggi più sfigati della sua carriera hollywoodiana: il “cervello di gallina” Simple Jack.

Il finale riserva qualche sorpresina (esilarante le sequenza in cui l’eroe getta via il presunto bambino ribattezzato Mezzo Tappo), ma tutto sommato ci si aspettava qualcosa di scioccante, considerate aspettative e soffiate che lo etichettavano come uno dei film più schiaccianti sarcasticamente degli ultimi anni, bersaglio di critiche, lamentele e censure di gran lunga superiori a “Shortbus”. “Tropic Thunder” non incide. Paraddosalmente, l’unico a risultare veramante anticonformista pare proprio Tom Cruise (che riscopre la lucida cattiveria di “Magnolia“), pelato e ingrassato, nei panni del produttore esecutivo Les Grossman, che se ne sbatte di Speedman braccato dai narcotrafficanti, ribadendo che “non si tratta con i terrosisti”, in realtà vuole tagliarlo fuori perchè la sua immagine non frutta più denaro. Alla fin fine e’ lui il personaggio volgare di una pellicola poco bastarda, che vuole apparire antiamericana ma si è già conformata -senza saperlo - all’americanesimo. Bocciati Robert Downey Jr. (snervante con i suoi continui “Man”) e Nick Nolte (il suo è un cameo), si salvano in extremis Jack Black ( la sua comicità come una miccia  pronta ad espodere) e Ben Stiller (la scena del panda strappa una risata). Alla sceneggiatura si aggiungono Justin Theroux e Etan Coen, ma il salto di qualità è nullo. Attenzione, dopo i primi trailer che spiazzano lo spettatore, l’efficacia dei dialoghi subisce brusce cadute di tono, testimoni i miei sbadigli al cinema. La colonna sonora è bella, ma quante volte abbiamo ascoltato “Symphaty For The Devil” in un film?    


Voto: 6


Comments:
Diego on November 11th, 2008 ore 7:26 pm #

Orasputin concordo in pieno la recensione..mi aspettavo di più dal film di Ben Stiller..Tom Cruise pelato e col pancione che si muoveva a ritmo hip hop era davvero forte..

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