NUOVO CINEMA PARADISO (ITA-FRA 1988)
regia di Giuseppe Tornatore
con Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Leo Gullotta, J.Perrin
durata: 168′ (50′ director’s cut)
Drammatico
Viaggio indietro nel tempo fra miseria, voglia di rinascita, vita, amore e… cinema… tanto cinema.
By Cencra
Giancaldo, Sicilia. Un affermato regista di successo torna in paese, da Roma. E che si aspetta? Forse la vecchia Sicilia? No, quella non esiste più. Il tempo ha cambiato tutto o quasi. Restano le strade, i ricordi, i luoghi, forse però ancora per poco. E il “Nuovo Cinema Paradiso”? Prossimo alla distruzione anche quello. Tornatore traccia le linee di questo suo film così umano e commovente con il ritorno in patria di Salvatore (J. Perrin), ormai affermaro regista di fama nazionale, tornato in Sicilia per la morte dell’eterno amico Alfredo. Alfredo (Philippe Noiret) è proprio colui che lo ha indirizzato alla carriera cinematografica. Proiezionista nel piccolo cinema locale, per l’appunto il “Cinema Paradiso”, aveva preso il piccolo Salvatore, o meglio, Totò (Salvatore Cascio) sotto la sua ala. E gli fa da padre, da amico, da “maestro proiezionista”; si accorge infatti della innata passione di Totò per la pellicola e la macchina da presa e ne fa il suo discepolo, il suo successore nella cabina di proiezione del piccolo cinema. Ed è qui il centro narrativo del film. Tutto si muove intorno al cinema. “Nuovo Cinema Paradiso” è il nome di un luogo di incontro, dove si creano dei legami destinati ad esaurirsi nel tempo; e Salvatore adulto, tornato in patria, non fa nient’altro che ripecorrere le trame di fili che il tempo andava tessendo durante la sua infanzia e giovinezza passata nella monotona cabina di proiezione. Fra il tutto emergono tante cose: la gente del luogo che aveva come unico svago il cinema, gli usi, i modi di fare di una Sicilia in ginocchio dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma con tanta voglia di pace e di rinascita.
La gente nel “Paradiso” sognava attraverso le scene dei grandi Kolossal che hanno fatto la storia del cinema, quello immortale; sognava sì… ma con gli opportuni tagli delle scene ritenute osè agli occhi del parroco, primo vero analizzatore di ciascuna pellicola! E’ quindi un film-compendio di come si è “evoluta” l’Italia nel secondo dopoguerra, passo dopo passo… e ad ogni passo un grande film, ad ogni passo grandi attori, da Jean Gabin a Chaplin… Ma c’è di più: c’è l’amore. L’amore del giovane Salvatore per la bella e ricca Elena, e l’amicizia vera, pura col vecchio Alfredo. Si impastano insieme grande storia del cinema, storia italiana e sentimenti puri, semplici, che vanno dritti al cuore…
Sentimentalismo estremo, quindi, che però non è assolutamente fine a se stesso, anzi, è il presupposto da cui vengono elargiti insegnamenti da Alfredo a Salvatore: insegnamenti crudeli, che vogliono spingere il giovane di talento ad andar via, per seguire la sua strada, per uscire dal “carcere paesano”, tanto caro, tanto sicuro, visto come il centro del mondo, per volare con i suoi sogni. Gli amori vengono distrutti, i legami dissoluti e via… Ma Salvatore non si staccherà mai da tutto ciò. Vive lontano, ma sempre nel sogno che il passato, e con lui il suo amore, la sua giovinezza, possano rivivere. Ma si accorgerà di botto che non è così. Le cose prendono una loro sistemazione organica in cui tu non ci sei più. Tu sei un altro. Restano i profumi e i sogni di un ritorno al passato, incarnati in un’ultima notte d’amore prima di andare via. Tutto rimane lì in un limbo idele di cui nella realtà si apprezza solo l’atmosfera. Anche i luoghi vengono distrutti, e il “Nuovo Cinema Paradiso” è prossimo alla demolizone. Meglio non affezionarsi a nulla. Questo quello che viene fuori, perché tanto tutto prima o poi finisce!
Sua eccellenza Morricone “impasta” a dovere col sondtrack tutte queste sdolcinatezze e Tornatore si becca il suo meritato premio oscar per il miglior film straniero nell’89. Film forse un po’ troppo lungo ma che ci vogliamo fare… se si vogliono mettere tante cose nel caldarone il tempo ci vuole. Necessari i tagli di 50’ per la prima uscita, dunque. Il riassunto però è sempre quello: cinema e sentimento! Connubio celebrato alla stra-grande con la scena finale: commovente mix di tutte le scene con i “baci” tagliati all’epoca delle proiezioni parrocchiali, che un commosso Salvatore osserva nel ricordo dell’amico Alfredo. Ancora tanto sentimento, ancora celebrazione del grande cinema.