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Pubblicato da (Orasputin) in Cinema il 27-09-2008
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UN LUPO MANNARO AMERICANO A LONDRA (USA 1981)
titolo originale “An American Werewolf in London”
regia di John Landis
con Jenny Agutter, Griffin Dunne, David Naughton
durata: 90′
Commedia horror


La linea di confine tra horror e umorismo, calibrato il primo, straripante il secondo.


By Orasputin


Commedia horrorifica di notevole successo (i miei genitori lo videro al cinema tre anni prima che venissi al mondo), “Un Lupo Mannaro Americano A Londra“ ebbe il gran merito di bilanciare scene al limite dello splatter con dialoghi straordinari, una colonna sonora monumentale ed alcune tra le sequenze amorose più sensuali della storia. Drammaticità ed ironia al servizio di John LandisDylan Dog va pazzo per questo film.

Trama: l’accoglienza presso la taverna dell’Agnello Macellato per due studenti americani dispersi nella brughiera non pare il massimo della cortesia. Ad incrementare livelli di misteriosità, uno strano simbolo disegnato sulla parete attira l’attenzione: stella a cinque punte che ad un “cosa rappresenta?” da parte dei due giovani scatena l’ira dei frequentatori. Li sbattono subito fuori, in pasto alla notte ed alla luna piena. Siamo all’interno di uno scenario goticissimo: il primo di loro(Jack) viene letteralmente squartato, l’altro (David) solo di striscio morsicato; il lupo mannaro dai locandieri fucilato, David il superstite in una clinica di Londra da una bell’infermiera pregevolmente coccolato. Conturbanti sogni minano il suo strano apparato (in un bosco un quattrozzampe ha subito azzannato), ecco che interviene il defunto Jack che pare molto incazzato: “ti devi suicidare!” implora preoccupato, “vuoi conciare altri innocenti come hai conciato me?“ ironizza disperato. Ad un secondo fanta-incontro David ha compreso il risvolto amaro, all’imminente plenilunio sarà suo l’involucro del fatidico lupo mannaro. E’ il panico in città, tra lui e il male solo una persona (per amor) non capirà, Alex l’infermiera, con Van Morrison, in una doccia, lo sedurrà. 

Dicevamo delle intenzioni del regista di rovesciare o mantenersi alla larga dalle solite pappardelle stereotipate da “mostra delle paurosità”, il risultato sta nel modo diverso di approcciarsi al prodotto (un atteggiamento da commedia iriverente più che un’apocalisse alla “Esorcista“). Non sappiamo se ridere o spaventarci, lo dimostrano sequenze sempre in bilico tra le due H di humour e horror quali la trasformazione del “David uomo” in “David lupo” addirittura in un cinema porno nei presso di Piccadilly Circus, dove si erano dati appuntamento lui e l’amico defunto, sempre più schifoso il povero Jack, micidiali gli incontri tra i due. Non mancano le spregiudicatezze face to face tipicamente horror, da antologia la mutazione fisica inaugurale (voyeristica e dettagliata), compensata da motivetti funkeggianti cioè evasivi, ad incrementare il distacco tra generi. Autentica genialata sono i sogni di David: si aprodda in territori gotici degni del miglior Warner Herzog, tra figurazioni velocissime e prospettive visionarie. Luogo dell’immaginazione il bosco, nel marasma metropolitano di una Londra ammiccante si consuma invece la realtà, frutto delle atrocità di una bestia che ironicamente o meno rassomiglia più ad un cinghiale incazzato che a un lupo patinato. L’aggressione ai barboni (ignoranti in materia), il cinema porno (vuoto), le interferenze burocratiche (l’ambasciatore americano a Londra), l’ottusità dei medici (dietrofront tardivo) e il coas londinese nel rocambelosco finale picchiano forte sulla critica sociale, prerogative che rendono ”Un Lupo Mannaro Americano a Londra” ancor più oggetto di culto di quanto non lo sia già. Da capire. Ah dimenticavo, evitate qualsiasi tentativo di sequel cinematografico!


Curiosità
: Nemmeno nelle comparse il regista Frank Oz abbandona le sue creature, in una TV infatti si intravedono i Muppet. Oscar al miglior trucco, 1982.


Voto Orasputin: 7,5

Voto Nemo: 7,5


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