IO UCCIDO
scritto da Giorgio Faletti
edizioni Baldini Castoldi Dalai
2002
3 milioni di copie vendute, critica americana in delirio, un anno nelle classifiche italiane, “Io Uccido” è il romanzo che meglio rappresenta la letteratura italiana post 11 settembre.
By Orasputin
Misteriose telefonate minano l’andazzo di Radio Monte Carlo, emittente dal Principato di Monaco. Dalla sponda oscura un tale che si fa chiamare “uno e nessuno” uccide e minaccia di farlo , dall’altra Jean Loup Verdier lo intrattiene. Il primo è un fantasma, il secondo un accalamato DJ. Del primo non si sa niente, l’altro è nelle orecchie di mezza popolazione monegasca. Loro sentiero d’incrocio è Voices, programma radiofonico seguitissimo in zona. Gli unici indizi scaturirebbero da alcuni brani musicali che il killer stesso fa scorrere al culmine di ogni discussione, poi svanisce nel nulla assoluto. Toccherà agli esperti Nicolas Hulot e Frank Ottobre il compito di stanarne la furia omicida, indaffarati in un caso complicatissimo usufruiranno della collaborazione di Pierrot (giovane ritardato dall’incredibile fiuto musicale), dell’ispettor Morelli e del Jean Loup stesso. Per quanto concerne quest’ultimo, nelle sue abilità da intrattenitore soffia informazioni dimora la speranza di un intero corpo istituzionale. Ma il killer pare inafferabile, oltre che fortissimamente preparato: sul suo conto non figurano indizi, qualsiasi vittima viene rinvenuta col tessuto facciale ”chirurgicamente” asportato, i corpi abbandonati in punti strategici della città. Ogni morto una presa in giro. Perche cotanta furia omicida? E poi, perchè proprio in uno di quei luoghi con la più alta percentuale di forze dell’ordine per essere umano? La svolta non arriva, le indagini saltuariamente punto e da capo. All’improvviso, un’autentica genialata dell’agente FBI Ottobre (auto colpevolizzatosi per il suicidio di sua moglie) riaccende la speranza, e le ricerce a macinare verità su verità. I morti aumentano, ma la scalata di Ottobre e Morelli ha raggiunto ormai la vetta, quella più importante, la più agghiacciante.
In un mondo dominato dal thriller americano, l’esordio letterario di Giorgio Faletti (classe 1950, già comico, attore e cantante) per il solo fatto di essere ambientato a Montecarlo e non in un fastfood templari merita una lettura a priori. Le 682 forse eccessive pagine di “Io Uccido” presentano tutti i connotati del miglior serial thriller a stelle e strisce, a partire dallo stile narrativo, secco, poetico e fulminante. Il ritmo sostenuto conosce un paio di battute d’arresto nei cosiddetti capitoli di riempimento, ma succede anche nei romanzi di Stephen King. A bloccare la chiave una serratura spesso difettosa: a tre quarti di libro un particolare frettolosamente annunciato smorza la tensione in vista delle cento pagine finali, dove un risvolto di stampo psicologico lascia un po’ di amaro in bocca, considerata la prima parte accecante come sole cocente di mare estivo. La lama non affonda il colpo.
Micidiale nell’orchestrare personaggi, Faletti punta il dito sull’inefficacia della tecnologia dinanzi alla spietatezza dell’uomo. Tutti la usano, pochi la sfruttano: il killer è uno di quelli che ci guadagna da etrambe. Notevoli le citazioni, da Santana al Gran Prix di Formula 1; ottimi i soggetti, Ottobre su tutti, umile e danneggiato come pochi agenti d’oltremanica. Un romanzo di facile lettura, da non confondere coi thriller da spiaggia Dan Brown dipendenti, contenente alcune delle trovate narrative più avvincenti e profonde degli ultimi anni. Ma per quanto inquadri paure e fobie di una generazione post 11 settembre, “Io Uccido” è tutto fuorchè un libro superficiale. Tesi avvalorata dall’improvvisa decisione di David Cronenberg di girarne una versione cinematografica. Staremo a vedere, nel frattrempo sono scattate le previsioni sul cast: chi impersonificherà il killer “Nessuno”? E chi darà forma all’iperumano Frank Ottobre? Due nomi: John Malkovich, Kevin Bacon.
Voto: 6,5