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Pubblicato da (Orasputin) in Cinema il 08-07-2008
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TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO NELL’AZZURRO MARE D’AGOSTO (ITA 1974)
Regia di Lina Wertmuller
con Giancarlo Giannini, Mariangela Melato, Aldo Puglisi
Durata: 120′
Drammatico


La coppia Giannini - Melato alle prese con un classico della Wertmuller. Destra contro sinistra: chi vincerà?


by Orasputin


A bordo di uno yacht tutto sembra filare al meglio: i borghesi ordinano, il proletariato lavora. Della prima fascia fa parte Raffaella Pavoni Lanzetti (Mariangela Melato), milanesotta tutta sesso che impiccherebbe a uno a uno i comunisti ; nella seconda figura Gennarino (Giancarlo Giannini), ignorantone marxista tuttofare che i democristiani vorrebbe trucidare. L’antipatica bionda paga bene, il comunista le serve spaghetti in bianco versandole del vino ghiacciato; inutile elencare la marea di sentenze e maledizioni che si inviano reciprocamente. Il punto di rottura sopraggiunge quando, “travolti da un insolito destino” durante uno spostamento in gommone (rottura del motore), i due - naufraghi - lontani da qualsivoglia segnale di salvataggio si ritrovano soli sull’ideale isola deserta. In pieno Mar Mediterrano.

Lei attacca implorando un caffè, qualche altro timido tentativo di sopraffazione e lui sbrocca radicalmente. Gennaro - resosi conto dell’enorme potenziale vendicativo a sua disposizione - non è più quel verme che si fa schiacciare dalla classe imperante. Sull’isola non contano i soldi ( lei li ha), la sola risorsa è il lavoro (lui è uno specialista). Comincia la “dittatura del proletariato, ed i ruoli ufficialmente invertiti: Gennarino - che adesso si fa chiamare Signor Carundrio - è il padrone, Raffaella lo schiavo, o meglio la “bottana industriale“. Gonfiata di insulti (”Troia”, “Puttana Democristiana”), Gennaro le attribuisce a schiaffi i malanni di un’intera società, rivendicando lotta di classe e crisi economica, e lei - capro espiatorio - condannata a faticare e subire per guadagnarsi da vivere e mangiare. Ma il maschio, come ogni comunista dal cuore debole, finisce per innamorarsi della femmina, seducente trofeo sessuale nell’inframezzo di una natura selvaggia. Alla lucidità sodomizzante si sovrappone un sentimento amoroso folgorante, Gennaro vuole mettere alla prova la sua schiava, di cui è innamorato perso, magari riportandola nel vizioso mondo degli esseri erranti. Nel frattempo, ha completamente oscurato il fatto di possedere una moglie.Commedia drammatica a tratti grottesca dal titolo chilometrico (che non ostacola il record da 300 caratteri e pass di “Un fatto di sangue nel comune di Siculiana fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici. Amore-Morte-Shimmy. Lugano belle. Tarantelle. Tarallucci e vino” del 1978), “Travolti Da Un Insolito Destino Nell’Azzurro Mare d’Agosto” segna l’abbronzato ritorno della coppia Giannini-Melato, già collaudata con “Film D’Amore e d’Anarchia” e “Mimì Metallurgico“, dove a far scoppiettare platee di mezzo mondo era il loro felling stralunato. Differenziati dall’ideale politico, fungono da classico duo che si integra a vicenda, lui rozzissimo e un tantino schizzato (memorabili gli occhi azzurri spalancati da psicopatico), lei gatta morta precisotta ed arrogante. Due animali da circo, ruggito di tigre in mezzo al nulla, l’isola.

Regia e sceneggiatura fanno bella figura, un po’ di “brodaglia” si rischia a tre quarti di pellicola, quanto il ritmo cala leggermente, per ruggire nuovamente nel drammatico finale, dove la bizzarra gestualità di Giannini scarabocchierà un solco indelebile a titoli di coda imminenti. Un finale epico, che si attanaglia perfettamente ai canoni della commedia (malinconica) all’italiana. Da applausi, anche per l’utilizzo di quel linguaggio colorito che lavora molto sulla diatriba di classe: donna/ uomo, Milano/Sicilia/, destra/ sinistra.

Voglio ricordare che Lina Wertmuller (pseudonimo di - non ridete - Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich -ecco il perchè dei suoi titoli logorroici) è stata l’unica regista italiana, sennonchè terza al mondo, ad aver ottenuto una condidatura all’Oscar per la miglior regia. Erano i tempi di “Pasqualino Settebellezze, guardacaso con Giancarlo Giannini.

Udite udite: nel 2002 di questo film è stato girato un remake, hollywoodiano naturalmente (”Travolti Dal Destino“), per la regia di Guy Ritchie, con la material girl Madonna a scimmiottar la Melato e Adriano Giannini nell’irripetibile ruolo che fu di suo padre. Un flop. Baciamo le mani alla Wertmuller, travolti dal suo cinema di lotta, contrasto e differenziazione sociale.


Voto: 7


Comments:
Giovanni on July 8th, 2008 ore 9:40 am #

condivido in pieno la lettura del film, ed in particolar modo sottolineo il realistico ed affascinante finale drammatico in contrapposizione a quello più sdolcinato e un pò noiso del remake.

gabriele on July 8th, 2008 ore 10:19 am #

grande orazio, visti entrambi!!! il primo decisamete migliore del primo!!! L’ultimo è un americanata pazzesca dove hanno cambiato persino il finale ( nel primo lei ritorna dal marito volontariamente, nel secondo non fanno incontrare i 2 per un pelo come da copione americano). Il primo è realista, crudo e dolce, il secondo pecca di un romanticismo stereotipato!!!

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