Jun
30
    
Pubblicato da (Orasputin) in Musica il 30-06-2008
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HOLE
Scraping Foetus Off The Wheel
1984
Industrial


Tra citazioni e minimalismo musicale, radiografia di un capolavoro anni Ottanta, più vicino a Wagner che ai Cure.


by Orasputin


Compositore, produttore, dj, James Thirlwell (in arte Foetus) è il portabandiera del movimento industrial anni Ottanta, dove l’approccio underground sostituisce sintetizzatori in pompamagna, e la teatralità conturbante affossa quintali di rimmel e make up finti dark. Tutto ciò che osa definirsi commerciale finisce rimaciullato nei succhi gastrici di tale creatura, one man band che, trasferitosi da Melbourne a Londra, metaforicamente da una leurea all’Accademia delle Belle Arti allo squallido fermento di un negozio di dischi in Oxford Street, comincia ad assimilare la lezione di Birthday Party e Throbbing Gristle. Trascinato da Nietzsche (il nichilismo), affascinato da Wagner (la sinfonia), va girando con maialini come bebè sulle spalle, creando uno stile che è perfetto incrocio tra il punk e la musica antica. L’universo Foetus è una galassia di contaminazioni: dal minimalismo industriale (Einsturzende Neubauten) alla world music (Peter Gabriel), dalla no wave newyorkese all’ esibizionismo zappiano, l’obiettivo è unico: musicare l’apocalisse, e Thirlwell sfoltisce incessantemente i suoi file. Un cantato luciferino, dall’approccio radicale e sovversivo, che eregge la modulazione vocale (parlato, urlato, sofferto) ad assoluta arma segreta. Semplicemente unico.

Nei suoi dischi ciò che non si respira è aria di mainstream. Da You’ve Got Foetus on Your Breath a Scraping Foetus Off The Wheel, ogni album è una questione di ambiguità e stati d’animo, cambia il nome (Frank Want, Clint Ruin, Jim Foetus) ma le lettere (dei dischi) sono sempre 4. Beethoven dell’eccesso, cantastorie apocalittico, dopo due buoni lavori si trasferisce da Londra a New York, dove pubblica anni quelli che tutt’oggi restano i suoi capolavori: “Hole” (1984) e “Nail(1985). Studioso autodidatta, Foetus utilizza gli studi di registrazione come grossi strumenti musicali, il risultato è unico, senza precedenti. Lo stesso farà Trent Reznor una quindicina di anni dopo con l’ambiziosissimo “Fragile. In amore, proprio a New York, copulerà con Lydia Lunch.

Hole” è il crollo delle barriere musicali, fanno breccia il minimalismo musicale e la schizofrenia dei testi , una musica già di per se apocalittica nella quale scorrono diapositive di caberet grottesco ed i volti, le maschere e i coltelli del cinema horror teutonico. Violenza, fallimenti, stupri, depravazione e distruzione le citazioni ricorrenti. La partenza infernale - con tanto di drum machine - di “Clothes Hoist” si smaterializza in una parodia di Iggy Pop, la prima di una lunga serie. La sua “Lust For Life ” qui è “Lust For Death“, uno swing rock’n'roll dalle sonorità inafferrabili, dove è l’ironia a dettar legge: “Never ever even read a word of Rimbaud/ The wall’s of my stomach think they’re Jericho“. La cattiveria tribale di “I’ll Meet You In Poland, Baby” è inversamente proporzionale al suo irrisorio titolo, si odono sirene del Terzo Reich…e la voce (reale) di Rudolf Heb (braccio destro di Hitler) annuncia l’imminente catastrofe: “Grazie al suo Furher, la Germania raggiungerà il suo scopo, per essere una grande patria“. Primo tentativo riuscito di musicare l’Apocalisse.

Hot Horse” è no wave ridotta all’osso che danza assieme agli Einsturzende Neubauten, mentre l’accellerata blues di “Sick Man” - esplicita e nickcaviana sin dal titolo - è l’ennesima presa in giro, questa volta è il turno di Batman, la sua intramontabile sigla consegnata nelle mani all’underground. “He lives a life of luxury, he lives a life of misery/ The entries in his diary are the entries of Sick Man“. L’indiavolata “Street Of Shame” potrebbe fungere da colonna sonora di un non-musical, con un Clint Ruin che veste i panni dell’Elvis industralizzato, e una base ritmica che più malefica non si può. Ancora una parodia nella zappiana “Satan Place“: “Surfin Bird” viene riadattata alla cerchia malefica, dei Treshmen nemmeno il ricordo, al mitico “Ma Ma Ma” si aggiungono tastierine spensierate alla B-52’s e drumming elettrico devastante. 20 secondi e poi il buio, “questo è pazzo” starai pensando, nel frattempo non ti sei nemmeno accorto dello stupro alle tue orecchie; sarebbe totale se fossi in grado di captarne le parole: “I know there’s no respite for me(…) I’ve never been so exhausted (…) is this purgatory necessary?” Foetus ha coniato un nuovo linguaggio, tanto nichilista quanto punk e citazionista, “Water Torture” ne è la conferma, un campionamento filmico ingrassato e ripetuto in sequenza, sul quale si scaglia violenta la rabbia sarcastica del suo singer, condannato ad una “eterna tortura dell’acqua”. Nel pieno del suo delirio biblico musicale, Piero Scaruffi definì James Thirwell ” il primo compositore classico dell’era punk”.


Voto: 8,5


Tracklist: 1.Clothes Hoist; 2.Lust For Death; 3.I’ll Meet You In Poland, Baby; 4.Hot Horse; 5.Sick Man; 6.Street Of Shame; 7.Satan Place; 8.White Knuckles; 9.Water Torture; 10. Cold Day In Hell


Comments:
ilpepp on July 1st, 2008 ore 12:47 pm #

da ascoltare assolutamente amico!

soksJoni on September 26th, 2008 ore 8:52 pm #

thats for sure, brother

TainnyMab on September 28th, 2008 ore 10:32 pm #

thats it, brother

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