LA BALLATA DELLE PRUGNE SECCHE
scritto da Pulsatilla
Edizioni Castelvecchi
2006
La nuova frontiera della comicità letteraria italiana. Dal sud della penisola, Pulsatilla vi invita a spegnere la TV.
by Orasputin
30.000 mila copie prenotatate, un blog cliccatissimo, critica accondiscente…e quella città (brutta a vedersi, teatro di sparatorie, la Foggia dei rom e dei play off di serie C) causa e principio di un nuovo caso letterario: Pulsatilla, una venticinquenne dall’occhio vigile, fuggita da Foggia al pari di Renzo Arbore, Raf e Michele Placido, ma che a differenza di questi non si fa problemi a (s)parlare della sua città.
Abitare ad una quarantina chilometri dalla capitale dauna mi ha convinto ad acquistarne il diario di bordo, “La Ballata Delle Prugne Secche” sta alla lettura intelligente come Maria De Filippi a Canale 5 di sabato pomeriggio. In queste 186 pagine, suddivise in tre capitoli, vengono presi, bollitti e tritati come patate dolci tutti i luoghi comuni, i clichè, le fobie e le fissazioni della gioventù odierna. Dalla pancia di mammà ai peli sulla gambe, dal sesso per finta a quello problematico (Federico ‘76 sbatte ancora la testa), dalla cucina “mortale” al dispreggiativo locale, dalla dieta dei sette alle paranoie per le tette, dal cambio di rotta universitario all’ingresso nel mondo pubblicitario. Se fossi donna, strombazzerei ancora di più. Solamente l’ambito dei “fine settimana in discoteca” viene trascurato, Valeria la Bruna ascolta i Social Distortion e si getta a capofitto nei concerti degli Oneida.
Racchiude più curiosità questo libro che il primo volume di un’Enciclopedia di Scienze allegata ad un numero di Repubblica. Ad esempio, non sapevo che il lemma “lampascione” (tubero dal sapore leggermente amarognolo) derivasse dall’unione delle parole “lampa” e “tuoni”, per le maxi scorregge susseguenti il suo ingerimento. Lezioni di vita, errori e rimedi, sparati tutti d’un fiato, con quel tocco di fragranza ironica che rende la lettura di questo “manuale di sopravvivenza post moderno” piacevole e frizzante, senza eguali per un esordio letterario italiano. “Di Pulsatilla ce ne abbiamo solo una“, intonerebbero allo stadio, lei non risparmia nessuno, famiglia, suore e amici. Osservatrice esterna per antonomasia.
Voto: 6,5