Jun
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Pubblicato da (Orasputin) in Musica il 25-06-2008
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LOW
David Bowie
1977
New Wave


Il disco della resurrezione artistica (europea) dello Smilzo Duca Bianco. Un capolavoro assoluto.


by Orasputin


Dopo il successo planetario di “Ziggy Stardust” e le divagazioni electro-soul di “Station To Station“, per un Bowie depresso, stanco ed in cerca di ispirazione è tempo di trasferirsi in Europa. Lo fa con Iggy Pop - altro morto che cammina- su consiglio di Brian Eno - anch’esso reduce da stagioni glam - prima in Svizzera, poi a Berlino. In una veste completamente inedita, meno appariscente e più consapevole, se ne vanno a vivere in un buco di appartamento al 155 di Haupstrasse. Folgorato dalla metropoli dell’arte e del contrasto (dittatura/ democrazia, oriente/occidente), risucchiato dal vortice NEU, studia i Kraftwerk e resetta con il passato, sfoggiando non uno ma tre capolavori di musica pop, ribattezzati “La Trilogia Berlinese”.

Il primo tassello è “Low (depresso), in origine “New Music: Night & Day”, titolo che inquadra la doppia natura del disco, cantata e strumentale. Presagico serbatoio sonoro, da far gridare al miracolo futuristi e musicofili, “Low” rese praticamente inutile il proseguio e la ricerca di percorsi musicali innovativi e avanguardistici. Il Duca Bianco inaugura l’epopea della new wave, pare abbia viaggiato nel tempo: ambient, synth pop, electro rock, world music (l’Europa) rinsaldano massicce dosi di funk e rhytm’n'blues (l’America). Testi grondandi di esistenzialismo incasellati come schegge impressioniste che, uniti alla produzione “glaciale” di Tony Visconti e al chitarrismo “bollente” di Ricky Gardner e Carlos Alomar, fanno di “Low” uno dei massimi capolavori di contaminazione pop. L’apice dello sperimentalismo Bowiano… e Ian Curtis a prendere appunti (proprio da un pezzo di questo disco trarrà ispirazione per il primo nome della sua band, i Warsaw). Dalle stalle alle stelle insomma. Il viaggio solitario di un uomo non più invulnerabile.

Strumentale, robotica, fredda, dal retrogusto vagamente funk, “Speed of life” è l’emblema del progresso, la nuova dittatura del suono. Ad otto anni dall’utilizzo del primo primo sintetizzatore ( “Abbey Road, Beatles), Tony Visconti introduce l’harmonizer, strumento capace di modulare e sovrapporre voci e accordi di tonalità differente. Nell’ipnotica “Breaking Glass” si sfidano in un funk chitarre e testiere, il cantato è paranoico e distaccato. Se “What In The World“, con l’Iguana Iggy ai cori, è il preludio emotivo, “Sound And Vision” è l’emozione fatta a musica, l’ultima speranza di un eremita romantico…un motivo sofferto, synth, ritmo e potenziometri: “E canterò, aspettando il dono del suono e della visione/Perso nella mia solitudine, oltre la mia mente”.

Percorso di redenzione che prosegue nella trascinante “Be My Wife“, supportata da un piano rabbioso, viaggia su binari electro rock dai quali deragliano isteriche le chitarre. “Per favore diventa mia, dividi la vita con me/ Resta con me, diventa mia moglie/ A volte ti ritrovi così solo.” La stratosferica “Always Crashing In The Same Car” riprende il viaggio interrotto da “Autobahn“, l’uomo succube della macchina, e quel fantasma al volante che scorazza senza una meta precisa (nel pieno della sua dipendenza dalla cocaina, lo stesso Bowie ha dichiarato di aver ascoltato i Kraftwerk in preda a paranoie e con il sogno europeo nel cassetto). Con ” A New Career In A New Town” - cambio di facciata- l’aproccio secco e bruciante si dilata all’inverosimile, Brian Eno entra in azione, d’ora in poi saranno solo incubi, paranoie, rivelazioni. Musica e stati d’animo finalmente coincideranno. “Warszava“, con il suo pathos disarmante da documentario sugli orrori di Auschwitz, è inarrivabile. Pietra miliare assoluta della new wave… da far tremare il Muro.


Voto: 9


Tracklist: 1.Speed Of Life; 2.Breaking Glass; 3.What In The World; 4.Sound And Vision; 5.Always Crashing In The Same Car; 6.Be My Wife; 7.A New Career In A New Town; 8.Warszava; 9.Art Decade; 10.Weeping Wall; 11.Subterraneans


Comments:
scwenzis on June 25th, 2008 ore 2:53 pm #

Nel momento in cui pubblica questo primo album della trilogia (berlinese), il duca bianco era già una leggenda del rock!
Qui dentro c’è di tutto e di più.
Capolavoro assoluto di Bowie che, anche grazie al talento del non-musicista Brian Eno rendono questo album una pietra miliare (non solo su ondarock ;p)!!!

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